Descrizione
Il Centro Sociale nasce dalla volontà di dare una risposta assistenziale pubblica a una fascia di popolazione anziana “fragile” dal punto di vista economico e della condizione abitativa e familiare. All’epoca della sua nascita – anni 70 – molti anziani del Comune di Lastra a Signa vivevano in aree rurali, in casolari privi il più delle volte di riscaldamento, telefono, bagno; inoltre non era passato molto tempo dalla terribile alluvione dell’Arno del 1966 che aveva inondato il centro storico della cittadina, rendendo poi precaria l’abitabilità di molti fabbricati.
Di questa situazione erano gli anziani il gruppo che aveva più sofferto.
Quando, nel lontano 1973, l’Amministrazione Comunale di Lastra a Signa decise di portare avanti il progetto di Centro Sociale era ben consapevole di aver imboccato una strada nuova. Infatti ciò che si stava realizzando era non solo una nuova struttura, ma una nuova idea di abitare, e di assistere, rivolta a una popolazione anziana fragile dal punto di vista socio-economico.
In Italia le esperienze innovative in questo campo si contano sulle dita di una mano. A Lastra a Signa, Comune di 20 mila abitanti nei dintorni di Firenze, dal 1979 esiste il Centro Sociale, un complesso residenziale composto di 25 miniappartamenti per due persone (36 m2) e 36 miniappartamenti per persone singole (20 m2), con una capienza complessiva di 86 posti.
Il complesso è dotato di numerosi e ampi spazi comuni. L’area dei servizi comuni (fruibili dal resto della popolazione) include: il ristorante-mensa, il bar, la lavanderia, la biblioteca, la palestra, la sede di associazioni.
Inizialmente vi erano collocati i servizi del Distretto socio-sanitario, attualmente sostituiti dalla scuola materna comunale.
Un’idea di abitare, e anche di assistere, basata non sulla costrizione (classico modello dei vecchi ospizi e delle più moderne residenze sanitarie assistenziali – RSA), ma sulla libertà, sulla adattabilità e sulla condivisione.
Le Amministrazioni Comunali che si sono succedute nel tempo – con i loro Sindaci e Assessori ai servizi sociali – hanno avuto sempre ben presente la portata di questa sfida e per questo hanno dedicato le migliori risorse per la gestione del Centro Sociale. Hanno anche deciso di rendere questo esperimento visibile dall’esterno e verificabile. Ne sono prova le molte pagine del registro di coloro che da varie regioni d’Italia e anche dall’estero sono venuti a visitarlo, e soprattutto le ricerche e le valutazioni che periodicamente sono state svolte da parte di équipe multidisciplinari.
Alla fine la domanda era sempre la solita: può il Centro Sociale rappresentare un nuovo modello di residenzialità per anziani, una soluzione alternativa al modello “costrittivo” delle RSA?
“Soluzione alternativa” non nel senso di sostituire un modello come quello delle RSA, che ha una sua effettiva e indiscutibile utilità per pazienti con bisogni assistenziali complessi e che necessitano di alti livelli di intensità assistenziale (un esempio classico: le forme molto gravi e terminali di demenza).
“Soluzione alternativa” nel senso di distinguersi dal modello costrittivo, caratterizzato da una struttura rigida – tipica delle strutture di degenza simil-ospedaliera – a cui si devono necessariamente piegare gli ospiti.
Alternativo perché si basa sulla libertà e sulla adattabilità. Al cambiamento delle condizioni di salute e di autonomia di una persona (che fa parte della storia naturale di ogni essere umano) si creano due condizioni di adattabilità: 1) La persona che ha “perso” qualcosa, per esempio comincia ad avere problemi nella deambulazione, trova all’interno del Centro Sociale le condizioni per adattarsi alla nuova condizione e quindi mantenere ampi margini di autonomia;
2) Il Centro Sociale è stato ideato per adattarsi ai mutevoli bisogni delle persone che vi abitano e la sua organizzazione interna – nell’arco di 32 anni – è rimasta fedele all’idea originaria, creando di volta in volta, persona per persona, le condizioni per poter consentire di continuare a vivere all’interno del Centro. Pur in presenza di gravi forma di disabilità, fino all’ultimo istante della vita”.
Dal 1979 a oggi sono entrati e “usciti” dal Centro Sociale oltre 300 anziani. La grande maggioranza delle persone sono decedute all’interno del Centro Sociale, spesso dopo aver trascorso qui mesi o anni in condizioni di grave disabilità.
Il Centro Sociale di Lastra a Signa è riuscito a creare le condizioni per garantire la permanenza a decine di persone che in altre circostanze sarebbero state costrette al ricovero in RSA (avvenuto nell’arco di 35 anni solo per 28 persone), grazie alle sue risorse “interne”: l’assenza di barriere architettoniche, la possibilità di fruire di servizi comuni, l’aiuto domestico di (sole) quattro operatrici, l’intervento di personale infermieristico e riabilitativo del distretto, l’aiuto solidale dei vicini, il ruolo dei medici di famiglia, la presenza delle famiglie e di eventuali “aiutanti”, e – infine – la volontà politica dell’Amministrazione Comunale che in tutti questi anni ha assicurato la necessaria attenzione e l’indispensabile sostegno economico, garantendo nel contempo la presenza di operatori capaci, competenti e appassionati.
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Luoghi
Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2026, 13:06